Seggiolini auto, Cybex avverte: “Nessun dispositivo antiabbandono sul mercato è perfetto”

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La nuova legge, definitiva erroneamente solo “anti abbandono”, sui nuovi seggiolini auto, sta mettendo in seria difficoltà tanti automobilisti e non solo. Perché si tratta di una legge poco chiara, che lascia molto spazio all’interpretazione e che ha visto un mercato ancora impreparato.

Seggiolini auto e una legge ben poco chiara

Per saperne di più ne abbiamo parlato con Alessia Gambino, esperta sicurezza di Cybex: “Da quando è entrata in vigore la legge abbiamo ricevuto una miriade di domande dalle persone, ma questo solo perché è scattato l’obbligo di utilizzo del sensore e la conseguente multa in caso contrario”. Un panorama dove le aziende, Cybex su tutti, da anni si sta battendo per sensibilizzare i genitori all’uso del seggiolino auto: “Oggi però si è persa l’attenzione sullo scegliere il seggiolino, oggi l’attenzione è tutta spostata sul dispositivo che permette di evitare la multa – prosegue ancora Alessia Gambino – ma il dispositivo perfetto non esiste, perché le aziende non hanno avuto il tempo per adeguarsi alle specifiche di un decreto scritto molto male. Esistono seggiolini che offrono un’elevata protezione al bambino, per esempio quelli di Cybex”. 

La sfida tecnologica di Cybex

Il sensore offerto da Cybex va integrato con lo smartphone. Una volta connessi i due device, il sensore invia notifiche sulla temperatura dell’auto, sull’installazione corretta del seggiolino e molto altro. Di fatto aiuta i genitori a capire se si sgancia è fatto tutto quello che serve per garantire la sicurezza del proprio bambino a bordo. Ecco perché definire la norma “anti abbandono” è fin troppo riduttivo: “Oggi non esiste un dispositivo omologato – prosegue ancora Alessia Gambino – ma c’è la conformità, che viene data con un’autocertificazione dalla stessa azienda. Capite che siamo al paradosso. Si continua ad usare la parola omologato, ma non c’è stata possibilità di testare i seggiolini. Cybex, invece, ha pensato al dispositivo prima della normativa e testato con un dispositivo interno”.

Come funziona il dispositivo

Il dispositivo, come detto, viene connesso allo smartphone tramite una App. In caso di allontanamento di un genitore per più di dieci metri, vengono attivati i contatti di emergenza precedentemente inseriti in memoria: “La normativa dice “Non sappiamo quali saranno le strade future a riguardo – conclude Alessia Gambino – un dispositivo universale? Il concetto iniziale era quello, l’idea era bella, un po’ come le cinture dell’auto. Il problema è che dovrebbe prevederlo chi costruisce le macchine”. Infine una piccola annotazione sul decreto: “La bozza che abbiamo visto a luglio è completamente diversa dal decreto attuale. E questo fa riflettere”. Senza dimenticare che la motorizzazione civile inizierà a vigilare soltanto a partire dal 16 luglio 2021.

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