ASI: concentrato di passione a Padova

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Dopo quattro intense giornate si è conclusa la 36esima edizione del Salone Auto e Moto d’Epoca di Padova. Lo stand dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano) è stato il centro nevralgico della passione, dimostrata dalle decine di migliaia di visitatori italiani e stranieri che hanno invaso i padiglioni.

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ASI: importanti incontri al Salone di Padova

Tra i più importanti incontri qui organizzati, “Il futuro della storia: originalità, qualità, uso corretto dei veicoli d’epoca” e “Motorismo storico sullo scenario internazionale”. Quest’ultimo, in particolare, ha visto la partecipazione della FIVA (Fédération International des Véhicules Anciens) con il presidente Patrick Rollet e il presidente della Commissione Legislativa Tiddo Bresters; ma soprattutto l’intervento dell’Onorevole Anna Cinzia Bonfrisco, deputato del Parlamento Europeo e membro dell’European Parliament Historic Vehicle Group. 

Espressione del Made in Italy

I veicoli esposti nello stand ASI hanno espresso anche il tema del futuro prossimo del collezionismo: di costruzione relativamente recente, tra di loro agli antipodi come tipologia, prestazioni e valore economico, ma sempre uniti dalla loro originalità. Per le auto, presenti una Autobianchi Y10 del 1987 ed una Ferrari F40 del 1990; per le moto, uno scooter Gilera Easy Moving del 1997 ed una Ducati 916 SPS del 1998. Visto il carattere internazionale del salone, non è un caso che siano stati tutti di produzione italiana.

“Siamo orgogliosi di rappresentare il riferimento di questo mondo di passione – ha sottolineato il presidente dell’ASI, Alberto Scuro – e siamo orgogliosi di continuare ad essere fedeli alla nostra filosofia legata ai principi dell’originalità, della cultura e delle emozioni. Sono questi i valori più importanti che animano il motorismo storico. La passione non ha prezzo, non si misura con il valore economico del veicolo d’epoca desiderato o conservato, magari appartenuto alla stessa famiglia da più generazioni.

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Allo stesso modo, il valore dell’originalità, che abbiamo voluto evidenziare al salone di Padova, va inteso come patrimonio storico, culturale, sociale e industriale che ogni veicolo storico deve preservare, affinché rimanga fedele testimone per il futuro della nostra storia. Per questo ASI ha intrapreso un percorso evolutivo e virtuoso anche in tema di certificazioni, con il solo obiettivo di tutelare sempre di più e sempre meglio questo settore”.

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