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Nissan LEAF: andare a Tenerife e scoprire che l’auto elettrica non è il futuro

La Nissan Leaf sulla strada per il Vulcano Teide, a Tenerife

Spesso la parola auto elettrica viene affiancata al concetto di futuro. A qualcosa che ancora non c’è, che sarà “dei nostri” tra qualche mese. Qualche anno. Qualche lustro. Non si sa. E spesso, oltretutto, l’auto elettrica è etichettata come una “non auto”, tanto che uno dei messaggi ricorrenti anche in ambito social è “Una macchina elettrica è come una donna senza orgasmo”.

La Nissan Leaf presso Casa Bioclimaticas ITER, Tenerife
La Nissan Leaf presso Casa Bioclimaticas ITER, Tenerife

Andare a Tenerife e incontrare la Nissan LEAF

Io, che di lavoro faccio il curioso, ho deciso di indagare. E grazie all’invito di Nissan Italia mi sono recato a Tenerife. Isola particolare, a metà tra panorami africani e sviluppo europeo. Lembo di terra circondato da oceano, piattaforme petrolifere e pale eoliche. Un misto di vecchia industria, di quella fortemente inquinante, e nuove forme ecosostenibili di propagazione energetica. Una due giorni dove ho potuto guidare la Nissan LEAF, la vettura 100% elettrica del gigante giapponese. E quando intendo guidare, intendo proprio guidare: siamo saliti fino a 2.000 metri di altitudine, ai piedi del vulcano Teide (quasi ai piedi, visto che è alto 3.700 metri).

L’auto elettrica e la donna senza orgasmo

Ora, considerare l’auto elettrica una “non auto” è sicuramente un concetto sbagliato. Di motivi ce ne sono diversi: prima di tutto, il produttore è il medesimo. E quindi, per forza di cose, si parte da un know-how comune. Secondariamente: la quantità di tecnologia a bordo di questa vettura. Sembra di stare su un’auto di quelle tradizionali, da motore a scoppio. O al massimo ibrida. Vale a dire le due tipologie più “apprezzate” dal mercato. Tecnologie come ProPILOT, e-Pedal e ProPILOT Park, autonomia e potenza superiori e maggiori livelli comfort e praticità ed eleganza. Per una vettura che si può davvero guidare con un pedale solo (non ci credi? CLICCA QUI).

La Nissan Leaf presso Casa Bioclimaticas ITER, Tenerife
La Nissan Leaf presso Casa Bioclimaticas ITER, Tenerife

Due grossi problemi, come risolverli

Il vero problema, in fin dei conti, è uno: far capire alla gente che guidare in elettrico è possibile. Un cambio di mentalità. Un volere ma soprattutto potere guardare avanti in modo diverso. Senza la paura di rimanere a piedi perché la batteria è scarica o perché non c’è possibilità di ricaricare. Di questi due grossi problemi, uno la Nissan LEAF lo risolve quasi da solo: la batteria, infatti, si ricarica direttamente guidando. Certo, se guidate a tavoletta non lo farà mai, ma nei momenti in cui potrete utilizzare la forza del motore, senza schiacciare l’acceleratore, la percentuale della batteria magicamente aumenterà. In discesa, ad esempio. O in rettilineo quando schiacciate il freno. Per quanto concerne la possibilità di ricaricare, le aziende hanno bisogno di altre aziende. Quelle dell’automotive chiamano a raccolta Enel e affini: con il loro supporto e l’appoggio dei governanti locali la creazione di un’infrastruttura stabile in Italia è possibile.

Nissan, una tradizione elettrica

In ultimo lasciatemi parlare proprio di Nissan. Il perché è semplice: un’azienda che oggi pensa a quello che accadrà in futuro è solo da apprezzare. E’ capitato tantissimi anni fa con il Qashqai, il primo Suv-Crossover. Non esistevano, oggi rappresentano il 23% del mercato. E’ capitato ancora con l’auto elettrica: la prima generazione di Nissan LEAF data addirittura 2010. Tempi da pionieri, in cui altre case lanciavano ancora vetture ad alimentazione diesel. E oggi ne circolano 84.000 in Europa e 300.000 nel mondo. Cifre che la rendono il veicolo 100% elettrico più venduto al mondo e il primo ad essere stato introdotto su larga scala.

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Una storia di successo senza fine

Per un trend che continua anche nel 2018: ad oggi, come ha confermato anche Francesco Giacalone, Product Director dei veicoli elettrici per Nissan Europa, sono già stati ricevuti fino ad oggi oltre 14.000 pre ordini della nuova LEAF. Da persone che non l’hanno ancora provata. E come dimenticare il Nissan e-NV200 (CLICCA QUI), veicolo da lavoro e trasporto passeggeri, anch’esso 100% elettrico, con il quale ci sono venuti a prendere all’aeroporto. In sintesi, una cosa mi appare chiara dopo questa bella esperienza presso la Casas Bioclimaticas ITER di Tenerife: l’auto elettrica non è il futuro del mercato dell’automobile. Ne è già il presente.

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